Agriturismo Le Lucciole

Bertinoro

Bertinoro

Bertinoro (Bartnòra in romagnolo) è un comune italiano di 10 941 abitanti della provincia di Forlì-Cesena. Il centro abitato è posto a circa 12 km dal centro della città di Cesena e a 15 km da Forlì.

Sito sulle colline romagnole, a pochi chilometri a monte della Via Emilia, fra Forlì e Cesena, a sud della città di Forlimpopoli, Bertinoro si staglia, tipico borgo di origine medievale, sulla cima di un monte (il monte Cesubeo).

L’abitato comprende anche l’attiguo Monte Maggio che coi suoi 328 metri rappresenta il punto più alto. Dai pressi di Bertinoro nasce il torrente Bevàno, che, sfociando, forma l’unica foce ancora intatta del Mare Adriatico settentrionale. Nei pressi di Lido di Classe, dove sfocia, prende il nome di Bevanella. Nel Bevàno si possono pescare i gamberi americani (Orconectes Limosus), i lucci (Esox Lucius) e le anguille, soprattutto nei pressi della foce, che fa parte di un’area protetta, inserita nel Parco del Delta del Po. Il confine del territorio comunale con quello di Forlì presenta la particolarità di essere diviso in due tratti dal territorio comunale di Forlimpopoli.

Il nome «Bertinoro» ha suscitato molte contese ed ha visto nascere molte leggende sulla sua origine. L’etimologia più verosimile è quella che vuole Bertinoro derivare da Britannia, o meglio derivare il suo nome dalla usanza dei pellegrini, che da Roma erano diretti verso le terre britanne o viceversa, di fare tappa sul monte Cesubeo per ristorarsi. Castrum Brittinori significherebbe quindi Castrum dei Britanni. Un’altra ipotesi sull’origine del nome, molto probabilmente prodotta dalla fantasia ed a sfondo leggendario, è quella che la tradizione popolare si tramanda ovvero fu Galla Placidia in persona che, assaggiando il nettare di Albana prodotto dalle vigne locali, pronunziò le testuali parole: “Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro!”.

In località Panighina a circa 2,5 chilometri dal centro di Bertinoro, nel 1870 si scoprirono i resti di un pozzo le cui acque hanno portato le popolazioni di età preistorica (dal Neolitico all’età del Bronzo) a lasciare vari materiali rinvenuti poi durante gli scavi archeologici dello scorso secolo: resti di ciotole e altri oggetti che testimoniano culti legati alle acque curative.[3] Testimonianze umane nella zona si rilevano a partire dall’età preistorica ed indicano una frequentazione della collina di Casticciano (la cui frazione attualmente conta pochi abitanti), a pochi chilometri dal centro abitato di Bertinoro, già in età eneolitica. Un primo sviluppo della futura Bertinoro avvenne con la costruzione di importanti arterie di comunicazione che collegavano questa parte di Romagna con i grandi fora Forum Livii ed Ariminum. Si ritiene che in epoca romana il sito dell’odierna Bertinoro non fosse abitato.

Nell’Alto Medioevo le cime del monte Cesubeo e di monte Maggio (più alto del Cesubeo con i suoi 328 metri) furono dotate di una fortificazione difensiva. Entrambe le rocche avevano merlatura ghibellina; i torrioni e le mura erano perfettamente integrati sugli speroni di roccia naturali che da soli rappresentavano già un baluardo difensivo per i castra. A quel tempo l’influenza della città di Ravenna giungeva fino queste terre. La città adriatica era anche il principale alleato, nel Nord Italia, della dinastia germanica erede di Carlo Magno. Fu durante il regno di Ottone III (imperatore del Sacro Romano Impero dal 996 al 1002) che l’arcivescovo di Ravenna istituì la contea bertinorese. Il metropolita ordinò l’atterramento della rocca di monte Maggio ed il trasferimento dei suoi abitanti nel Castrum Cesubeum. Da questo momento Castrum Cesubeum diventò Castrum Brittinori. Il nuovo titolo di Conte fu assegnato presumbilmente ad un casato locale, fedele all’imperatore e legato da un rapporto vassallatico al metropolita ravennate. La dinastia comitale mantenne il titolo per oltre un secolo e mezzo, esaurendosi nel 1177. Successivamente il territorio bertinorese fu devoluto all’imperatore. Attorno a quell’anno la rocca di Bertinoro ospitò l’imperatore Federico I di Svevia e la sua corte. Nel 1278 gli Asburgo cedettero la Romagna alla sede pontificia: anche Bertinoro passò sotto la sovranità dello Stato della Chiesa.

Nel 1306 per volere di Pino degli Ordelaffi, fu edificato il Palazzo Comunale nell’area della piazza centrale sottostante la rocca. Da allora divenne ininterrottamente la sede del comune. Sempre in questi anni il castrum venne abbellito con la Colonna dell’Ospitalità, presente tuttora in Piazza della Libertà accanto al Palazzo Comunale, e con una serie di opere architettoniche.

Nel 1361 Bertinoro fu elevata a sede vescovile, titolo trasferito dalla vicina Forlimpopoli. Nei documenti ufficiali del tempo passò dall’essere indicata come castrum a civitas. Dieci anni dopo, secondo il censimento fiscale del cardinale Anglico de Grimoard(Descriptio provinciæ Romandiolæ), Bertinoro contava 177 focularia, per una popolazione complessiva di circa 700-800 abitanti.

Nel 1394 papa Bonifacio IX cedette la contea ai Malatesti di Rimini, che divennero così i nuovi signori di Bertinoro.

All’inizio del XVI secolo Bertinoro tornò sotto la sovranità dello Stato della Chiesa. Successivamente fu edificata la nuova cattedrale, intitolata a Santa Caterina. Nel 1548 Bertinoro contava 930 abitanti.